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Pedopornografia online, blitz in 17 città: arresti e indagati. La Polizia Postale smantella una rete sul dark web

Arresti, indagati e perquisizioni in diverse città italiane. È il bilancio di una vasta operazione contro la pedopornografia online condotta dalla Polizia di Stato, attraverso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania, in raccordo con il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online e sotto il coordinamento della Procura di Catania. Le indagini hanno portato al sequestro di numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali.

L’inchiesta, scattata dopo un’intensa attività investigativa sul dark web e l’analisi di chat rinvenute su cellulari, ha consentito di individuare diversi gruppi dediti allo scambio di video di pornografia minorile, anche con immagini di abusi su bambini in età infantile. Secondo quanto riferito, gli investigatori hanno operato anche in modalità sotto copertura e hanno raccolto elementi utili tramite acquisizioni di dati dall’estero disposte dalla Procura etnea.

Gli arrestati risiedono in provincia di Catania, Frosinone e Potenza. Le perquisizioni hanno riguardato Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona. Gli indagati, tutti uomini di diverse età, appartengono a diversi contesti sociali e professionali: studenti, disoccupati, impiegati, professionisti e operai.

Oltre un centinaio di agenti della Polizia Postale sono stati impegnati nell’esecuzione delle perquisizioni personali e informatiche. Il materiale sequestrato è ora al vaglio degli investigatori per confermare il quadro indiziario, risalire ad altri eventuali responsabili e identificare le piccole vittime coinvolte.

L’operazione si inserisce in un contesto di costante rafforzamento dell’azione di contrasto alla criminalità online ai danni dei minori. Nel report annuale della Polizia Postale, il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online viene indicato come snodo centrale delle attività di prevenzione e repressione dei reati legati allo sfruttamento sessuale dei minori in rete.