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Cade dal terrazzo: addio a una figura storica del teatro d’avanguardia

Roma piange Pippo di Marca, attore, regista e drammaturgo tra i protagonisti dell’avanguardia teatrale italiana. L’artista è morto nella mattinata di lunedì 21 luglio 2026 nel quartiere Trastevere, dopo essere precipitato dal terrazzo della sua abitazione. Aveva 86 anni. I soccorsi sono stati immediati, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

La tragedia si è consumata in via di San Francesco a Ripa, nel cuore del rione romano, dove sono intervenuti gli agenti del commissariato Trastevere e la polizia Scientifica per i rilievi. La zona è stata transennata per consentire gli accertamenti e ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Al momento, le ipotesi al vaglio restano quelle di una caduta accidentale oppure di un gesto volontario. Gli investigatori, invece, escludono elementi che facciano pensare a un omicidio.

Secondo le prime ricostruzioni, Di Marca sarebbe precipitato dal terrazzo della sua abitazione, situata al quinto piano dell’edificio. L’impatto con il suolo si è rivelato fatale e ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo teatrale e culturale romano, dove il suo nome era legato da decenni a sperimentazione, ricerca e rottura dei codici tradizionali della scena.

Chi era Pippo di Marca

Nato a Catania il 12 ottobre 1939, Pippo di Marca è stato una figura centrale del teatro sperimentale italiano. Autore, regista, performer e teorico della scena, ha attraversato oltre mezzo secolo di storia culturale con una ricerca personale e radicale, spesso in dialogo con il teatro di avanguardia e con protagonisti come Carmelo Bene, Leo de Berardinis e il Living Theatre.

Il suo nome è soprattutto legato al Meta-Teatro, esperienza fondata negli anni Settanta e divenuta nel tempo un riferimento per chi guardava al teatro come laboratorio di linguaggi, visioni e contaminazioni. Di Marca ha portato avanti un percorso artistico coerente, lontano dalle convenzioni e orientato alla sperimentazione, guadagnandosi un posto stabile nella storia del teatro di ricerca italiano.

Nel corso della sua carriera ha alternato scrittura, regia e riflessione critica, contribuendo a definire un’idea di scena come spazio libero, politico e poetico. Il suo lavoro ha influenzato generazioni di attori, registi e studiosi, diventando parte di quella stagione che ha cambiato il volto del teatro italiano tra anni Sessanta e Settanta.

Una perdita per la cultura teatrale italiana

La morte di Pippo di Marca lascia un vuoto profondo non solo nel panorama teatrale romano, ma nell’intero mondo della cultura italiana. La sua figura rappresentava una delle ultime testimonianze dirette di una stagione irripetibile, in cui il teatro era sperimentazione assoluta, ricerca linguistica e sfida ai modelli dominanti.

Trastevere, quartiere che per anni ha ospitato artisti, intellettuali e luoghi simbolo della scena alternativa, perde uno dei suoi volti più riconoscibili. Nelle prossime ore saranno probabilmente attesi ulteriori aggiornamenti dagli inquirenti per chiarire definitivamente le circostanze della caduta.