Peppino di Capri, il saluto a un simbolo della canzone italiana

Con la scomparsa di Peppino di Capri, all’anagrafe Giuseppe Faiella, nato a Capri il 27 luglio 1939 e morto l’11 luglio 2026, la musica italiana perde uno dei suoi interpreti più popolari, eleganti e longevi. Cantante, pianista e autore, ha attraversato oltre sei decenni di carriera lasciando un repertorio che ha segnato più generazioni.
La sua storia artistica comincia prestissimo. Cresciuto in un ambiente musicale, si esibisce ancora bambino al pianoforte e, dopo gli studi classici, muove i primi passi nei locali e nei night club di Capri con il gruppo The Rockers. Il primo grande successo arriva nel 1958 con “Nun è peccato”, brano che lo impone all’attenzione del pubblico e apre una stagione di successi tra cui “Nessuno al mondo”, “Luna caprese”, “Torna piccina”, “St. Tropez Twist”, “Roberta” e “Voce ’e notte”.
Il suo stile è stato decisivo nel rinnovare la canzone napoletana, fondendola con il rock and roll, il twist e il pop internazionale. Questa formula gli permette di conquistare un pubblico vastissimo, in Italia e all’estero, grazie a brani diventati evergreen come “Champagne”, “L’ultimo romantico”, “Non lo faccio più”, “E mo’ e mo’” e “Il sognatore”.
La consacrazione arriva anche con il Festival di Sanremo, dove Peppino di Capri partecipa ben 15 volte, record storico condiviso con altri grandi nomi della musica italiana. Vince per la prima volta nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e poi nel 1976 con “Non lo faccio più”. Tra le sue partecipazioni più ricordate ci sono anche “Dedicato all’amore”, “L’ultimo romantico” e “La panchina”.
Un altro capitolo fondamentale della sua carriera è “Champagne”, pubblicata nel 1973 e diventata nel tempo la sua canzone-simbolo. Inizialmente accolta con prudenza, si è trasformata in uno dei suoi brani più amati e più riconoscibili, fino a entrare stabilmente nella memoria collettiva della musica leggera italiana.
Nel corso degli anni Peppino di Capri ha saputo restare attuale senza tradire la propria identità artistica, fondando anche l’etichetta Splash nel 1970 e continuando a interpretare con successo sia brani originali sia riletture del repertorio classico napoletano. La sua lunga traiettoria lo ha portato fino alle celebrazioni più recenti, confermandolo come una presenza centrale della storia musicale italiana.
Tra i suoi successi più amati restano “Champagne”, “Roberta”, “Luna caprese”, “St. Tropez Twist”, “Nun è peccato”, “Voce ’e notte”, “Un grande amore e niente più” e “Non lo faccio più”, canzoni che hanno accompagnato intere stagioni della musica italiana e che continuano a vivere nel tempo.
Salutiamo Peppino di Capri con gratitudine e affetto: la sua voce, il suo stile e la sua capacità di unire tradizione e modernità resteranno patrimonio della musica italiana. Orizzonte Magazine si unisce al cordoglio di chi ne ha amato le canzoni e l’inesauribile eleganza artistica.





