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Terremoto in Venezuela: il bilancio delle vittime sale a oltre novecento morti

Il bilancio del doppio terremoto che ha devastato il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì è in continua e drammatica evoluzione. Il presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha reso noto un aggiornamento ufficiale che porta il numero dei morti a oltre novecento, segnando un raddoppio significativo rispetto alle prime stime rilasciate poche ore dopo l’evento.

Le due scosse sismiche, di magnitudo significativa, si sono susseguite a meno di un minuto l’una dall’altra, poco dopo le diciotto (ora locale) di mercoledì, provocando il crollo di centinaia di edifici e una devastazione senza precedenti in diverse zone del Paese. La regione più colpita è stata La Guaira, vicino a Caracas, dove decine di palazzi sono stati distrutti e i soccorsi sono impegnati in operazioni di salvataggio estenuanti tra le macerie.

Alla cifra dei morti, si aggiungono migliaia di feriti e un numero di dispersi che supera le quarantaseimila persone. Le operazioni di ricerca sono ancora in corso, con i soccorritori provenienti da diversi Paesi – tra cui Stati Uniti, Cuba, Regno Unito, Brasile, Messico e ONU – che si sono uniti alle forze locali per coordinare le misure di emergenza.

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e ha ringraziato i governi internazionali per l’aiuto offerto. In un messaggio televisivo, ha sottolineato la gravità della situazione: “Molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite.” Ha inoltre annunciato che sono stati stanziati fondi dal Fondo Monetario Internazionale per la ricostruzione di infrastrutture, ospedali e abitazioni, oltre a linee di credito per le attività economiche perdute.

Nonostante l’assistenza internazionale, le previsioni indicano che il numero di vittime potrebbe continuare ad aumentare significativamente. Secondo i modelli predittivi, c’è una possibilità che i morti superino le diecimila unità e una probabilità che il bilancio raggiunga un numero ancora più elevato.

Tra le vittime confermate, è stato registrato il decesso di un cittadino italo-venezuelano, mentre le autorità monitorano la situazione degli altri connazionali, alcuni dei quali non rispondono ai tentativi di contatto. In un momento di speranza, dalle macerie è stato estratto vivo un neonato, simbolo della resilienza di un popolo che affronta una delle tragedie più gravi della sua storia recente.

Il presidente degli Stati Uniti ha espresso il suo sostegno, scrivendo che i due terremoti hanno causato un numero devastante di morti. La situazione rimane critica, con l’aeroporto principale del Venezuela chiuso e la scuola sospesa nei prossimi giorni per favorire le operazioni di soccorso pubblico.

Con l’aggiornamento a oltre novecento morti, il Venezuela si trova di fronte a una sfida umanitaria di portata globale, dove l’unione internazionale e la determinazione delle forze locali sono cruciali per salvare quante più vite possibili.